LA QUARTA ONDATA
A questo punto, quando anche l’incidenza della malattia cala e la diffusione dell’infezione è ben gestita dal sistema sanitario (si crede) rinnovato nel personale e nelle dotazioni tecnologiche, irrompe, insieme all’influenza, la quarta ondata di contagi. I paesi del nord Europa, spinti da un’etica un po’ particolare, hanno riaperto gli esercizi. E la stanno pagando, al punto che la Germania esporta i malati di COVID in Italia. E si salda un antico conto. Con gli interessi.
La nuova variante omicron, arriva direttamente dal Sudafrica. Nome non seguente la naturale serie dell’alfabeto greco, ma di sicuro impatto, grande contagiosità e numerose variazioni geniche le prime caratteristiche osservate nei malati della nuova variante, sequenziate in un paese reduce da una battaglia tuttora in corso per la liberalizzazione dei brevetti. Che tradotto, significa investimenti per la formazione di personale specializzati, infrastrutture. apparecchiature idonee alla bisogna e relativo know-how. Contatti e contratti con le case di produzione delle materie prime. Che vanno trattate. Per ogni passaggio c’è un brevetto, che andrebbero liberati dai diritti.
O ‘offerti’ dai paesi ricchi.
Probabilmente è meno impegnativo mandare i vaccini già pronti. Basta aggiungere un’adeguata distribuzione che oggi si avvale di biciclette, motociclette, pedoni. Fin qui ci possiamo arrivare; fioriscono così termos da campeggio e auto improbabili: le risorse del luogo. Potenziate però.
Comunque si parla di povertà e questo è un evento insolito e l’occasione per mettere i paesi a basso reddito nelle agende americana ed europea.
Il vaccino si conferma quindi un’arma nelle disponibilità dei paesi ricchi che decidono sulle riaperture e sull’accensione delle attività produttive. Sul destino di una nazione.